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giovedì 16 febbraio 2012

Lo schifo è servito ma è solo l'antipasto

Non credo si senta l'esigenza di discutere nel dettaglio la manifesta soddisfazione della Camusso che, detto per inciso, coincide con quella della Marcegaglia, a proposito dell'incontro con le “parti sociali” (chi cazzo ha stabilito, provate a sforzarvi, che pupazzi del genere sono rappresentativi di qualcosa chiamato “sociale”?) anche in considerazione del fatto, per nulla secondario (tutto secondo schemi prestabiliti: strategia vincente non si cambia), che c'è sempre qualcuno più puro e duro a ricoprire quel ruolo per mantenere la “pace sociale”.
Il problema che viene sollevato “politicamente” è la “democrazia malata”, quando invece il vero problema politico sono i malati di democrazia, facilmente riscontrabili in tutti i soggetti politici.
Quando si arriva a sostenere le “rivoluzioni democratiche” per abbattere i dittatori bisogna dire chiaro e forte che il problema non è la dittatura ma la democrazia.
Arrivati al punto in cui siamo, cioè all'inizio di un nuovo corso criminale, bisogna opporsi con tutte le forze ai malati di democrazia per frenare il pericoloso contagio.
Ad una maggioranza “democratica” che accetta di farsi portare via passivamente il proprio presente e futuro bisogna opporre una minoranza che non abbia paura di contrastarla affermando un'idea del mondo politicamente scorretta ma dalla parte della società che si vorrebbe sottomessa ed esclusa dal “pranzo democratico”.
Quest'idea di democrazia, criminale in quanto sviluppa opinioni facilmente digeribili per le masse, è un'idea di democrazia statunitense che noi festeggiamo ipocritamente come Liberazione!
Ecco il processo democratico fino a che punto si è spinto, grazie anche ai molteplici voltafaccia meschini dei tanti professionisti del disagio.
A questo tipo di “democrazia reale”, cioè ad un grado di sviluppo criminale senza precedenti nella storia, è da mentecatti della politica proporre una forma di democrazia diversa.
Oramai tutti i posti che contano, a tutti i livelli, fino a quelli più bassi, sono tutti sotto occupazione. È il nuovo processo sociale in corso che si baserà su un modello ad alta forma di esclusione sociale, in cui il Sistema riesce a produrre e riprodursi per mezzo della disoccupazione organizzata in un determinato modo (più volte descritto).
Si è aperta una nuova epoca, ovvero la fase di transizione può dirsi conclusa. È nata una nuova formazione sociale grazie ai traghettatori sociali presenti nelle varie forme di professionismo del disagio.
Da oggi in poi sarà democratico tutto ciò che rappresenta la nuova epoca, cioè tutto ciò che sarà nelle grazie della parte sociale inserita nell'ingranaggio, mentre sarà criminalizzato tutto ciò che lo esclude.
Provate adesso ad immaginare come sia possibile rimuovere questo abile ingranaggio attraverso forme partitiche che narrano di democrazie immaginarie, anche in considerazione del fatto che questo processo non è stato fatto dall'oggi al domani, ma ha avuto una fase transitoria lunga venti anni (dal colpo di Stato chiamato Mani Pulite).
Voglio ringraziare gentilmente tutti quei soggetti che lo hanno permesso: dagli antiberlusconiani senza se e senza ma, a tutti i malati di democrazie colorate, democrazie umanitarie, comunisti pacifisti, antifascisti, sindacati di regime e quelli di base e anche a tutti i malati di nostalgia del passato perché con la loro testa rivolta all'indietro non hanno visto dove si stavano mettendo i piedi.
S.M.

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