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mercoledì 22 febbraio 2012

Le varie forme che assumono le opposizioni di regime (di Stefano Moracchi)

Tutto procede secondo i piani poiché non si tratta di un fenomeno nuovo ma perfettamente moderno, tecnicamente razionale e scientifico, strutturalmente industriale che, per realizzarsi, ha bisogno della controparte che agisca all'interno delle sue stesse dinamiche affinché possa uscirne veramente sconfitta.
Siccome siamo in presenza di figure sindacali e politiche istituzionali che non faranno mai precipitare il momento, possiamo tranquillamente assistere a manifestazioni di accumulazione meccanica ripetitive e quantitativamente inutili.
Anche l'espressione temporale delle iniziative messe in campo è in linea con quella del governo mentre contrasta totalmente con quella dell'esclusione sociale strutturalmente eterogenea, qualitativamente differenziata e discontinua, la quale non può sopravvivere in un tempo vuoto ma riempito con schegge di iniziative sparse e coordinate fra loro nell'attualità del momento.
Stesso vuoto facilmente riscontrabile negli spazi della vita quotidiana completamente assorbito da quello interattivo capace di riprodurlo efficacemente.
L'esclusione sociale si può programmare e realizzare soltanto se coloro che saranno esclusi sono già stati preparati culturalmente ad esserlo.
Bisogna comunque chiarire che l'esclusione sociale non è automaticamente politica. Affinché l'esclusione sociale possa diventare esclusione politica ci deve essere un lavoro incessante in questo senso. Siccome non è neppure cominciato e pensato questo tipo di lavoro, dobbiamo parlare di tempi morti.
Da quando il comunismo storico è imploso in maniera tragica e ridicola allo stesso tempo, sostituito con partiti ridicoli privi del senso del tragico, siamo diventati tutti cinesi, russi, cubani venezuelani, nordcoreani ma mai italiani. Un'esterofilia funzionale al dominio e alla sottomissione che è riuscita a colmare il vuoto politico dell'esclusione sociale attraverso il patetico “caso umano” italiota.
In questo vuoto politico si sono moltiplicati i casi di profetismo messianico, un fenomeno abnorme di metafisica-materialistica, tutto centrato sulla resurrezione dei morti dove l'avvento non avviene in un aldilà ma nel tempo a venire sempre spostato su un orizzonte meta-storico infarcito di positivismo de-classato, cioè privo di formazione sociale di riferimento.
Questa sfiducia, figlia di un'assenza teorica, è facilmente riscontrabile negli slogan tipo “facciamo come in Grecia, in Egitto, Tunisia”. Oppure, per dare valore al proprio vuoto, sbandierare il partito politico di un altro Stato come “segnale di garanzia”.
Quando non si ha fiducia nei propri ideali, quando questi ideali non trovano le radici nell'espressione sociale scaturita dalla dominazione, quando si pensa di poter trovare altrove forza e coraggio per farla attecchire nel proprio pese, significa che non vi potrà mai essere liberazione ma solo una pura e semplice forma stucchevole di sottomissione camuffata.



2 commenti:

  1. non sono completamente daccordo con questa lettura,credo che trovare un punto comune di confronto con l'esterno possa far prendere coscienza anche delle dinamiche interne di un potere politico in balia di una forza economica circoscritta a pochi ricchi.ovviamente ognuno a casa propria deve organizzare la lotta con i mezzi che ha,ma non per questo non può esistere simultaneita' di intenti e di azione.Certo,io non abbandonerei la lotta in mano a burocrati del sistema attuale,ne' a destre nè a sinistre..concertative di un sistema finanziario mondiale disumano distruttivo e autodistruttivo
    ED IL GUAIO E' CHE SONO PROPRIO I GOVERNI E SINDACATI (IN ITALIA) I CANI DA GUARDIA DEGLI SCHIAVI.SONIA TRIGIANTE

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  2. dimenticavo di dire,che se noi guardiamo quello che succede fuori,ci rendiamo meglio conto di cosa stia accadendo e di come la realtà sia unica,il disagio percepito abbia la stessa origine,viene da se poi la coscienza...la necessità di modificare lo stato interno delle cose per arrivare a cambiare quello esterno .L'individualismo spinge a fare riflessioni limitate ,ma e' qui il nodo dolente della questione,il primo scoglio e' l'individualismo..che se non superato,resterà il tallone di achille di tutte le società presenti e future sonbia ttigiante

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