Pagine

giovedì 2 febbraio 2012

La merda è cioccolato, parola di rivoluzionari

Dietro il paravento del debito pubblico e del risanamento si sta creando un blocco corporativo (lobby) capace di sfaldare qualsiasi consenso verso le preesistenti formazioni politiche.
Colpire la casta è il miglior viatico per affermare la corporazione: crea consenso e distrae le masse dall'obiettivo da conseguire. La stessa strategia venne adottata con Mani Pulite.
Questa volta, però, la posta in gioco è molto più alta e, quindi, non solo impossibile per la gran parte della popolazione avvertirne il rischio ma sarà proprio il loro consenso ad renderla attuabile.
Il blocco corporativo di interessi (lobby principale) trascina con sé la formazione sociale dominante a cui spetta il compito di promuovere il cambiamento dei rapporti sociali di produzione, cioè di determinare su quale fascia sociale far poggiare il sacrificio della riproduzione capitalistica.
Dalla ricomposizione del blocco corporativo d'interessi dipende il destino della maggioranza della popolazione. Maggioranza che, è bene chiarirlo, pur essendo estranea agli interessi corporativi né dipende per la sua sopravvivenza.
L'offensiva del governo Monti (emanazione di poteri d'oltreoceano), pur essendo antipopolare, è strategicamente efficace proprio in virtù del fatto, ignorato completamente, che sta distruggendo i nemici della formazione sociale che dovrà essere dominante (lobby principale) e quindi, pur essendo antipopolare risulterà (come risulta essere) popolare.
È il vecchio tema del trasformismo che ha riguardato soprattutto la sinistra e i cosiddetti comunisti.
Il trasformismo non è altro che la realizzazione dell'aggregazione unitaria intorno alla formazione sociale dominante, capace di aggregare anche i settori più arretrati delle vecchie classi dirigenti, offrendo quella cornice politica idonea ad inglobare e sottomettere la formazione sociale scaturita dal progetto criminale partorito dagli Usa attraverso la riorganizzazione mondiale dei suoi interessi.
Lo sconvolgimento delle basi materiali realizzato dagli Usa per conto degli utili idioti è stato interpretato nei seguenti modi:
  1. crisi economica (lettura dei dominanti apprezzata dalla maggioranza dei dominati);
  2. crisi del capitalismo (lettura vetero-comunista);
  3. crisi “cognitiva” del capitalismo (lettura negriana).
Delle tre forme d'interpretazione della crisi, per il momento, prendiamo in considerazione soltanto l'ultima perché spiega benissimo come una teoria sviluppata nell'interesse del carnefice sia quella più amata dalla vittima.
Diciamo subito che l'effetto disastroso e definitivo di questa teoria è stata la partecipazione pittoresca e colorata alla manifestazione sorosiana del 15 ottobre romano. È finita come è finita perché è cominciata come è cominciata (argomento già affrontato).
Teoria che, non sapendo come sostituire il soggetto della classe operaia rivoluzionaria, si è inventata il carattere rivoluzionario dell'immigrato. Delusi da questo soggetto per nulla rivoluzionario (una pretesa assurda visto e considerato che la maggioranza sono in mano delle mafie capitalistiche e quelli che lavorano regolarmente sono soggetti alle logiche sindacali) ci hanno aggiunto quello “cognitivo” di gay, lesbiche e transessuali e il risultato è stato di mandare Luxuria in parlamento prima e all'Isola dei famosi dopo, con colorata copertina di Liberazione (finita come è finita) che equiparava la vittoria di Obama a quella del trans-comunista all'Isola.
Teoria che vede la precarietà come nomadismo del lavoro e proprio per questo (roba da camicia di forza) capace di mettere in ginocchio il capitalismo in quanto gli sottrae forze alla produzione.
Per questi imbonitori la globalizzazione sarebbe una risorsa perché capace di spostare moltitudini da un continente all'altro creando rete comunicativa rivoluzionaria (peccato che buona parte di loro finiscano il loro “nomadismo” in fondo al mare o ammassarti in un Tir).
Un'altra deformazione utile all'imperialismo Usa è quella di appoggiare tutte le rivoluzioni colorate oltre, ovviamente, a dar man forte nel sopprimere tutti i “dittatori”.
Chiaramente, una volta che ci si è schierati contro il “dittatore”, qualora si verificasse l'intervento armato, bisogna invocare immediatamente la pace.
Insomma, per i fautori di questa teoria, la merda è cioccolato.
S.M.


0 commenti:

Posta un commento