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venerdì 2 dicembre 2011

Me ne sbatto altamente.

Forse non ci siamo capiti, a me non interessa un emerito cazzo di analizzare la “crisi”, quanto piuttosto di liberare una formazione sociale particolare dalle celle in cui è stata confinata.
Questa, come ho detto altre volte, è una lotta che va combattuta per celle, e siccome questo tipo di lotta non appartiene sicuramente ai sinistrati, dove i comunisti rappresentano la più cieca reazione, non si può rimanere prigionieri delle etichette ideologiche.

Coloro che si preoccupano più dell'identità ideologica che dell'impianto teorico organizzativo è meglio che continuino ad abbaiare alla luna dietro lo schermo protettivo del computer, della loro coscienza infelice non sappiamo che farci.

Come non mi interessa un granché lo sviluppo discorsivo, e la messa in luce di “verità oggettive” su quello che questi infami che ci governano intendono compiere, senza indicare a quale formazione sociale ci si sta rivolgendo.

La generalizzazione è un'altra forma d'impotenza teorica e organizzativa, l'altra faccia della feccia sinistrata.

Ripeto, per l'ennesima volta, il mio totale disinteresse per l'impoverimento generale del ceto medio, attraverso il quale si vorrebbe affermare la sovranità nazionale.

Questo tipo di affermazione politica mi suscita un profondo schifo e indica, inequivocabilmente, l'ipocrita attacco a letture economicistiche per farle rientrare dalla finestra attraverso la sollecitazione populistica dell'impoverimento generale.

Chi pensa di sviluppare questo tipo di politica, evidentemente, cerca il supporto di “interessi economici particolari” che hanno tutto l'interesse nell'affermarsi mantenendo la solita formazione sociale allo stato brado.

Qualsiasi tipo di affermazione della questione nazionale, svincolata dalla formazione sociale scaturita dal progetto criminale statunitense, è un'altra forma di imperialismo criminale, cioè di un imperialismo mafioso costituito per bande.

Analisi scaturite da parte di chi ha il culo al caldo devono essere lasciate fuori dalla porta.

Abbiamo già per troppo tempo subito il fascino della fedeltà ai testi per poi ritrovarci nelle maglie del più sporco opportunismo.

Non mi interessa affermare una posizione ultraminoritaria fallimentare, e neppure la navigazione in mare aperto attraverso una zattera, quanto piuttosto avere chiaro l'obiettivo politico: la formazione sociale particolare dove mettere in moto il processo attuativo.

Questi saranno i temi che si dovranno affrontare nel prossimo incontro che si terrà entro il mese di dicembre o nei primi giorni di gennaio.

S.M.

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