Già, per chi?
Partiamo da un dato apparentemente inconfutabile: la composita stratificazione sociale non permette di individuare una componente ferma sulla quale esprimere con certezza qualcosa di definitivo.
Questa definizione, che contiene una verità, è la stessa che attraversa tutta l'ideologia dominante, la quale apprezza, e come non potrebbe, che non vi siano punti fermi per conoscere tutta la catena sociale.
Eppure, se si ha la capacità intellettuale di leggere gli “interventi umanitari” come guerre imperialistiche e di indicare come responsabile una nazione dominante particolare, gli Usa, non si capisce perché dovrebbe essere così impossibile comprendere la trasformazione sociale che tale progetto comporta sugli Stati che perdono la loro sovranità.
Quando affermiamo che destra e sinistra non hanno senso, senza indicare la cornice entro la quale perdono di senso, cioè la mancanza di sovranità nazionale, si dice una mezza verità, e come tutte le mezze verità non spiega niente e conduce dove prevale l'ideologia dominante.
Anche se si comprendesse appieno la trasformazione di un certo rapporto sociale, quindi le dinamiche che hanno portato alla nascita di una certa formazione sociale, tutto ciò sarebbe un semplice esercizio intellettuale se non si intervenisse politicamente sulla comprensione di questo processo (che non è un processo naturale, ma un preciso progetto criminale) attraverso noi stessi, producendolo noi stessi per i nostri fini.
Se pensassimo, come sembra essere in prevalenza, che basti affermare una verità per produrre realtà, oggi non saremmo in queste condizioni.
In termini generali la società è un complesso intreccio d'interessi, ma la dinamica oggettiva che sostituisce un certo rapporto sociale ad un altro è una comprensione politica di un processo che poggia sugli interessi: è la comprensione politica di un movimento economico.
Allora, per dare senso politico al superamento destra/sinistra bisogna conferire dignità politica alla formazione sociale scaturita dal progetto criminale Usa, dimostrando a questa formazione sociale particolare chi sono i veri responsabili a livello internazionale, e i loro aguzzini a livello politico, sindacale, ecc., della loro esistenza.
Solo in questo modo si smaschera il gioco dell'oca del conflitto capitale/lavoro, la mascherata ideologica della lotta di classe impostata dogmaticamente, e le sfiancanti manifestazioni d'impotenza.
Una volta impostato politicamente nel verso giusto l'antimperialismo, cioè facendolo poggiare su un blocco sociale scaturito dall'imperialismo, si può cominciare a pensare di liberare questa formazione sociale dalle grinfie del caporalato istituzionalizzato (Manpower, Adecco ecc.).
I due processi devono viaggiare assieme: da una parte togliere il soggetto della mediazione criminale rappresentato dall'Unione Europea (cavallo di Troia degli Usa) e dall'altra togliere il soggetto della mediazione criminale tra il lavoratore e il datore di lavoro (agenzie interinali).
Una volta espressa la dinamica dei rapporti sociali si deve passare alla fase della produzione delle condizioni, cioè innescare il processo attuativo all'interno stesso delle dinamiche sulle quali si fonda il progetto criminale stesso.
Le condizioni oggettive senza un intervento soggettivo restano al di fuori della produzione reale, producendo semplicemente le condizioni per la riproduzione criminale.
S.M.
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