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martedì 18 ottobre 2011

Il crepuscolo dei sinistrati

La foto segnaletica di qualche giorno addietro, dove si vedeva un Bersani imbarazzato tra Vendola e Di Pietro, fece partorire all'incontinente Diliberto una dichiarazione comica, quindi del tutto coerente con il personaggio, nella quale spiegava che l'Italia dei Valori di Di Dipietro aveva svolto il ruolo di rappresentane del PdCI in parlamento, essendo loro stati esclusi per via dell'intransigenza verso il governo di Berlusconi (http://www.comunisti-italiani.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=7758&mode=thread&order=0&thold=0).

Se il personaggio è comico nelle dichiarazioni, è tragico negli effetti che produce. Non dimentichiamo la sua opera come ministro della giustizia e neppure l'appoggio alle guerre criminali degli Usa.

Queste posizioni politiche dalle conseguenze tragiche, vengono percepite come di “sinistra” e “comuniste” grazie all'appoggio di persone che rivestono un ruolo di “studiosi seri” e apparentemente estranei all'ambiente politico. Questi “studiosi seri”, chiaramente, nelle loro analisi e studi condannano tutte le pratiche politiche svolte dai politicanti come Diliberto. Il seguito che riescono ad ottenere lo travasano poi indirettamente nel soggetto politico screditato, come nel caso del PdCI, attraverso “associazioni culturali trasversali” come Marx 21.

E' lo stesso meccanismo che adottano gli Usa nei confronti degli stati. Si costruisce un soggetto terzo che faccia da mediatore tra gli Stati Uniti e gli stati nazionali, come nel caso dell'Unione Europea, al fine di spogliarli delle loro prerogative nazionali. Le ripercussioni di questo stato di sudditanza provocano determinati effetti che vengono gestiti sempre con la stessa tecnica del mediatore. Così, tra il lavoratore e il datore di lavoro si crea il mediatore delle Holding multinazionali del lavoro (Manpower, Adecco eccetera) al fine di spogliare i lavoratori delle loro prerogative lavorative.

Il mediatore è sempre stata una figura di comodo. Serve sia ai dominanti che ai rappresentanti dei dominati (gli eroi dei due mondi da tenere ben separati: le cause, cioè gli Usa, dagli effetti, cioè la sottomissione degli stati) al servizio dei dominanti.

Gli uni per sfruttare, gli altri per evitare di nominare il vero sfruttatore.

Per ritornare al caso Diliberto, bisogna dire che la sua incontinenza, nel rilasciare determinate dichiarazioni, questa volta assume un aspetto del tutto particolare, visto che il suo degno rappresentante-sostituto in parlamento, Di Pietro, ha invocato una legge Reale bis.

Noi non ci aspettiamo nessuna presa d'atto corrispondente né dal PdCI e neppure dallo stesso Diliberto (altrimenti non sarebbe da un pezzo segretario di partito), ma ci aspettiamo qualcosa da coloro che studiano, riflettono, analizzano, sviluppano tesi e ipotizzano costruzioni di “partiti comunisti” per conto di questi personaggi politici.

Insomma i cervelli dell'associazione Marx 21 battano un colpo, se ci sono ancora.
Mentre visto e considerato che non hanno difeso il vecchi Pannella dall'aggressione della piazza da militanti a digiuno di politica (come piace ai loro maestri, oltretutto ignorando completamente la differenza tra Pannella e Bonino), quindi si suppone che il partito sia d'accordo con la loro base, dovrebbero avere il pudore, allora, gli eletti al consiglio della Regione Lazio di dimettersi, visto e considerato che siedono su quelle poltrone grazie ai voti recevuti dalla Bonino (fate vedere alla vostra base indignata i manifesti con falce e martello con scritto Vota Bonino!).


Per dirla con il vostro linguaggio: se non ora, quando?
S.M.

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